Testi dei canti

A domani (Alfio)

Ora scende il sole, colora la montagna;

luce di vita che addormenta questo giorno.

Ora scende il sole, momenti ormai passati;

ombre che vanno nel mondo delle fiabe.

Dorme la luna su nel cielo, ti canta “buona notte”

e nelle stelle l’eco t’invita all’Amor.

Senti quella voce da lontano, ti canta “buona notte”

e nelle stelle ti parlerà d’Amor.  Dormi, addio, a domani.


Fa la nanna (Canto popolare grigionese. Adatt. Alfio Inselmini)

Mille voci (testo e musica di Alfio Inselmini)

Fa la nanna amore e dormi nel Signor,

papà verrà nella notte, la mamma sempre vicino a te sarà.

Fa la nanna amore e dormi nel Signor.

Mille voci nella notte, buon riposo e via col passato

per volare nel dolce tepore dei sogni.

Buona notte nel silenzio verso un nuovo domani.

Buona notte, a domani!


Canto d’amore (Alfio)

Sogni che volano lungo le cime, nuvole bianche velate di neve,

scivola a valle l’ultima notte, riflessi d’ombra, luci smarrite.

Vanno nel tempo i pensieri di sempre, vive il cuore bambino che ama,

soli soli in un solo respiro, immersi nel mare, immenso d’amore.

Soli, soli in un solo respiro, canto d’amore, sentieri, fiori di Dio.


Pace (Alfio)

Pace nel tuo mondo qualunque esso sia, pace col tuo sole qualunque luce sia.

Pace con te e pace con la gente, il tempo non passa, il tempo arriva.  Corri nel vento ovunque voglia andare, vola fra le nubi nel sogno dell’amore.

Fiori di campo nel cuore della gente, il tempo non passa, il tempo arriva.

Oggi, domani, pace con te.


Infinito (Alfio)

Ho lasciato, sola tra le stelle la luna splendente;

il mondo in un granello di sabbia, il cielo in un fiore di campo.

Infinito sul palmo della mano; infinito, infinito.

Passa la via attraverso la foresta… tremolìo d’una lucciola…

Ho lasciato, sola tra le stelle la luna splendente.

Un ramo nudo di foglie s’avvolge nel torpore del vento.

Infinito sul palmo della mano; infinito, senza tempo.


La notte in montagna (Alfio-Beethoven)

Nel silenzio della notte riposa dolce la valle

nella quiete dei suoi monti sereno è il pastor.

Sorge pian piano la luna,

risplende nella notte e pace in montagna.

Nel silenzio della notte riposa un canto lassù,

erra lento su nell’alpe il gregge del pastor.

Dormon le cime, riposan le genti,

la notte li avvolge nella sua beltà.


Lontano/partire (Alfio)

È un sogno, e come un sogno volerò lontano.

Carezzo la lunga strada del mare, vado via, sento i larici sulle montagne,

vedo il cielo, canto la via dell’amore, andrò lontano sperduto nel mondo.

Scivolerò nei sentieri, scivolerò nei sentieri illuminati di silenzio.

Oltre le vette impallidite respirerò l’infinito.

Carezzo la lunga strada del mare, vado via, per le vie del mondo,

verso un nuovo sogno e come un sogno volerò lontano.


Ombre del tramonto (Alfio)

Prima, prima della notte arrivan l’ombre del tramonto.

Cammino sulla mia traccia lunga infinita.

Come il fiume che scorre, che scorre inutile e solo

fermo nel tempo, fermo nel tempo.

E sfuma la sera nel silenzio che vive, di una luce, luce lontana,

gli occhi sereni umidi un poco di pianto.

E tornano i suoni di un mondo che ama, in un risveglio la sua notte,

un velo di rugiada soffoca appena il mio grido.

Prima…lunga infinita.

…Ombre del tramonto.


Sera d’incanto (Alfio)

Ali nel vento!

Scende la luce sulla cascata, un attimo solo traspare fugace…

vibran le labbra del tempo echi ritornan nell’ombre.

Sento quella voce, ascolto i tuoi pensieri;

volano ricordi, momenti senza fine.

Dalla pace, oltre il bosco si risveglia quieta la luna,

nei sentieri illuminati… illuminati di silenzio.

Muta è già la mia sera: ali cullate nel vento

narra il tacito autunno l’ultimo magico incanto.

Scende la luce sulla cascata… canta e dorme la sera.


Primavera (Alfio)

Lasciatemi piangere di gioia, lasciatemi pianger, son felice

Oggi è un giorno di sole che risplende dentro di me.

Lasciatemi piangere di gioia, lasciatemi pianger, son felice

Oggi è primavera ch’è fiorita nel mio cuor.

Il sole s’è risvegliato dal lungo e freddo inverno:

il cielo torna chiaro…

È primavera, torna la vita là nei campi, su nei prati, nell’aria in fior.

Nel cielo volan farfalle, annuncio di primavera

il mondo è tutto nuovo.

È primavera, torna la vita là nei campi, su nei prati, primavera nell’aria in fior.


Nell’eco dei monti (Alfio)

Dona Signore la pace (luce) ai nostri amici:

sulle tue alte montagne ci hanno lasciato,

là tra i seracchi e la candida neve

dona Signore la Pace eterna.


Bavona (Alfio)

Tornerà il sole sulle case, dall’inverno tutto bianco.

Tornerà l’azzurro su nel cielo e la prima soldanella.

Canto che nasci dal cuore, canto che ami la vita.

È primavera sull’alpe addormentato.

“Bavona, Bavona, Bavona, Bavona,

rivive il tuo mondo di luci e color!

Bavona, Bavona, Bavona, Bavona,

come d’incanto tu fai sognar!”

Là sul Basodino ascolta un’armonia di suoni.

È un’orchestra infinita, il nostro inno d’amore.

“Bavona, Bavona, Bavona, Bavona,

come d’incanto tu fai sognar!

Bavona!”


Sul volo chiaro (Marco Maiero)

Ritorna ancora la voce del silenzio, ritorna ancora, quando accenna giorno,

sul volo chiaro che porta via le stelle e muove il primo vento.

Ritorna ancora la voce del silenzio, ritorna ancora, con la prima  neve;

sui rami accesi di luce novembrina che bacia appena il bosco.

Ritorna ancora la voce della pace, dai brividi segreti di un coro di montagne,

dai prati delle storie che sanno quando è il tempo degli amori.


Tu cercavi il silenzio      (Alfio  Inselmini)

Tu cercavi il silenzio, la solitudine vera

nella notte di stelle parlavi alla luna.

Era solo un momento di un passato lontano,

l’acqua s’invola nelle cascate.

Dalle nubi del tempo torni a vedere la vita

e si ferma il respiro in un bacio d’amore.

Fra le nebbie che volano lungo le colline

sparuti grigiori, giochi del cielo.

Piano, piano nel mattino

si sveglian le rose, si aprono al sole

nel silenzio che cercavi.

Piano, piano nel mattino

si sveglian le rose, si aprono al sole

in un bacio d’amore.


E la notte chiara           (Alfio  Inselmini)

E la notte chiara ritrova nei ricordi

un volto tanto amato segreto della vita.

Non è un altro cielo che muta la tua luce,

volto tanto amato illumini la vita.

Tu destino amaro che solo m’hai lasciato,

tu che tutto vedi… io vivo solo per te.

Tu mi parlavi, or tace anche il vento;

non c’è più suono nella tua voce.

E la notte chiara ritrova nei ricordi

un volto tanto amato segreto della vita.

Segreto dell’amore.


Sogno d’estate            ( Alfio  Inselmini)

Canta il vento nella notte, una melodia d’amor.

Quante stelle sul tuo viso quando dormi accanto a me.

Torna l’incanto d’un sogno d’estate,

la luna nel cielo risplende per noi:

tu sei con me, amore.

Va il mio pensiero lontano nel tempo

 quando ancora bambini ci si amava per gioco;

 una corona di fiori, tu eri regina,

 ti stringevo sul cuore fra tante parole d’amore.

Nei tuoi occhi di cielo il tuo mondo selvaggio,

nelle tue carezze il tuo dolce splendore.

Torna l’incanto d’un sogno d’estate,

la luna nel cielo risplende per noi:

tu sei con me, amore.


A te che parti              (Arm.  di  Alfio  Inselmini)

A te, a te che parti sia piana la tua strada

e il vento soffi dolcemente con te…

Il sole scaldi il tuo viso

e la pioggia cada come carezza

sui tuoi capelli.

A te che parti t’illumini il cielo

lungo un cammino di fiori

A te, a te che parti sia piana la tua strada

e il vento soffi dolcemente con te…

Finché ci rivedremo ti sia amico il mio ricordo,

finché ci rivedremo si parleranno i nostri pensieri.

A te, a te che parti sia piana la tua strada

e il vento soffi dolcemente con te…


Pietre come mani           (Alfio  Inselmini)

Rocce, rocce vive,  sangue del tempo,

cristalli di memorie nel solco delle pietre.

Vento di vita vera, forme nell’aria, arcaico futuro.

Pietre come mani, mani come pietre,

cuori nel sole: eterno divenire.

Rocce di pietre vive, cristalli di memorie.


Un filo d’erba                  (Alfio  Inselmini)

Ma chi sono io per sentirmi più grande

davanti a una goccia d’acqua, a un granello di sabbia,

a un fiore tra le rocce, a un fiocco di neve?

Sono una lagrima di rugiada

sospesa a un filo d’erba.

Ma chi sono io per sentirmi più grande

davanti a una culla candida, a uno sguardo sincero,

a un sorriso innocente, a chi soffre in silenzio?

Sono una lagrima di rugiada

sospesa a un filo d’erba.

Ma chi sono io per sentirmi più grande

quando vedo arrivare la “mia” sera

e la luce andrà a riposare con me

tra le ombre della montagna

e una voce nel cielo!


Sogni innocenti           (Alfio  Inselmini)

Sogni di bimbi riposano incerti

lungo un destino che scorre (scivola) nel tempo.

Nel mattino che illumina dolci pensieri di vita,

sogna il fiore innocente velate carezze del vento.

E vola – vola – vola, come il gabbiano chiamato dal mare…

E vola – vola – vola, per cantare il domani.

E vola – vola – vola.

Sempre più in alto arranca il cammino

sull’erta che ambisce mire lontane.

Oltre la siepe remota, rinnova l’acqua la vita;

scorre serena nel tempo, semplice vela sul mare.

E vola – vola – vola, come l’aquila verso il suo nido…

E vola – vola – vola, per cantare il domani.

E vola – vola – vola.

Sfuma nel vespro la voce silente,

eco dell’uomo solo e smarrito.

Sopra le alture è “pace” e tra le vette “silenzio”;

sfioran le fronde ovattate, l’ombroso, calmo riposo.

E vola – vola – vola (sogna – sogna – sogna) l’immensità della notte

E vola – vola – vola nel dolce respiro del cuore.


Requiem a Cort Fund   (Alfio Inselmini)

L’autunno lontano, le ombre piane e fredde,

novembre senza voce … acque grigie, acque ferme.

Requiem  a te Cort Fund a porte chiuse;

Cort Fund senza domani … Requiem.

E sale la carrà  nella nebbia dei ricordi;

son muri senza tempo, senza vita , senza sole.

Era l’ora del rosario attorno al fuoco del panau;

poche parole, buona notte;

tiepido ströi di foglie morte.

Requiem a Cort Fund, porte chiuse per sempre,

Cort Fund senza domani, Requiem.


 

Senza confini      (Alfio Inselmini)

Senza confini vago per le cime

ultima notte di primavera.

Ogni passo rivedo gli amici,

ogni istante ritorna una voce.

Ogni passo s’illumina un volto,

ogni istante rivivi con me.

Vieni e sogna, amore, sulle montagne nel cielo.

Come il sorriso di un bimbo il tuo ricordo sarà.

Fugge il tempo e mi trovo ancora qui

a bere l’acqua di fonte filtrata dalle rocce

Fugge il tempo e mi trovo ancora qui

a chiedervi perché maestose mi guardate.

Senza confini vago per le cime

ultima notte di primavera.


Gocce di vita     (Alfio Inselmini)

Dipingi il mondo, muovi le nuvole in cielo, giochi col sole nel mare,

acqua ti voglio cantare

a chi è sordo, a chi non ti vede, a chi non ti ama

voglio cantare che sei tutto per noi.

Tu sangue della Terra che correvi lungo il fiume

ora luce sul cemento, dimmi perché

più non vivono  i fiori del tuo dolce respiro,

l’aria s’è fermata sulle tue gocce di vita.

… voglio cantare: tu sei la vita.


Dove sei (Alfio Inselmini)

Dove sei? Dove sei?

Io ti sento cantare la notte: dove sei?

Nel silenzio ascolto il tuo respiro: dove sei?

I tuoi passi sul sentiero son leggeri come il vento: dove sei?

E lo sguardo lontano ti cerca: dove sei?

Fra le cime cupe all’orizzonte: dove sei?

Il tuo volto, i tuoi pensieri ferman magici ricordi: dove sei?

Sulle montagne in fiore ti vedo in un concerto di colori,

l’acqua vola felice fra i cristalli cantando l’amor, l’amor!

Quando s’inebrian d’aurora le cime corron camosci sui dirupi,

fugge, fugge con loro il tuo profumo  e un sogno sen’va: dove, dove sei?

In una verde zolla di terra dove la vita fiorisce nel cielo azzurre genziane, in una verde zolla di terra là ci sei tu con me.

 

Ninna nanna  (Alfio Inselmini)

Tace la valle, il sole va a nanna. Presto la notte nasconde le luci.

Dormono i fiori cullati nel vento, brontola il fiume le storie di sempre. Non dargli retta, è tardi, fa nanna.

Chiudi gli occhietti: ninna nanna.

Dormi, dormi, dormi e fai la nanna. Papà e mamma veglian sul tuo lettin.

Tutta la notte fa’ la nanna, dormi bel bambin.

Tace la valle, …..

Sogna, sogna le cose tue più belle: castelli e fate e un grande girotondo, sotto un cielo pieno di stelle dorme tutto il mondo.

 

Ritorna  (Alfio Inselmini)

Hai lasciato la tua valle per tentare la fortuna,

per sentirti dire un giorno che tu povero non sei.

L’hai lasciata in silenzio, eravate ancor bambini,

forse un sogno senza tempo che nascondi ancor nel cuor

Ritorna su in montagna, torna al tuo paese,

ritorna verso il sole, torna alla tua casa.

Amore, amore mio, questo fiore di montagna

è il sorriso di chi t’ aspetta e ti sussurra: torna da me!

Ritorna … ritorna!

 

Orme  (Alfio Inselmini)

Orme nel mondo, orme di sempre.

Anni che vanno nel tempo, solchi che segnan la vita,

nella montagna che dorme si son fermati per gioco.

Vento, vento d’un segreto profondo,

canto del silenzio; amore eterno.

Pura come il vento (la pernice) vola verso il suo nido,

nel riposo immenso del ghiacciaio azzurro.

Senti cantar le sorgenti sotto le cime dei monti incantati.

Una celeste genziana sarà l’amica dei tuoi sogni.

Senti cantare i fiori fra steli d’erba e profumi vellutati.

Un’armonia di colori sarà l’amica dei tuoi sogni.

Candida luce di un sogno, suoni di un raro mattino.

Nella montagna che ascolta giocano rivoli sparsi.

Voci nel mondo, voci di sempre.

 

Nebbie (Testo di Plinio Martini – musica Alfio Inselmini)

Ho toccato le nebbie del mattino appese ai rami degli ontani, lungo il torrente nella valle azzurra.

C’era in alto la voce di un allodola. Incredibile : il sole poi m’avvolse,

fumavan le pietre come dorsi.

E’ la mia vita randagia che cerca un vano di villaggio.

Nell’ombra in cui s’adagia assapora il riposo.

Qui dove null’altro s’attende sarà più dolce morire.

Esser vorrei sol canto e nulla più,

parole mormorate al vento e subito disperse.

 

Rifugio d’argento (Alfio Inselmini)

Sulle nostre montagne,  dirupi scoscesi, pianori cullati da creste e ghiacciai, “là ci sei tu, dolce rifugio d’argento”.

Quando tace la sera un canto di gioia fiorisce nell’aria e risuona sui monti, “là ci sei tu, dolce rifugio delle genti”.

“Notte che scendi sul piano sfiora la nostra dimora,

nel tuo silenzio profondo una preghiera al ciel salirà.”

Nella bufera selvaggia fra tuoni che squarciano il cielo

tu sei la meta sicura, la speranza sul nostro cammin.

Risplendi come un fiore fra le pareti bianche,

una luce d’incanto ti copre all’imbrunir.

Quando vicino al cielo corre veloce il vento,

porta l’eco lontano d’un canto d’amor.

 

 



 

 


Ascolta Maria   (Marco Maiero)

Nel tempo senza più luce che oscura i sentieri del cielo;

nel tempo senza più pace che spegne il sorriso dei fiori:

ascolta, Maria, carezza di Dio,

ascolta, su ascoltaci ancora,

e libera il vento e libera il sole

di un’alba che porta più amore.

Agli occhi che chiedono segni, ricordati Madre più bella;

al cuore che chiede segreti, rivela tu Figlio che nasce:

ascolta, Maria …


Buonanotte, angelo mio    (Testo di Danpa-Pallesi )

                                                         (Musica di Mac Gillar)

Spunta già la luna piano piano, è tardi per me…

Bimba, che tu vivi a me lontano, è tardi per me.

Buona notte angelo mio, buona notte a te, dovunque sei tu!

Nel mio sogno potrò tornar vicino a te in un mondo di felicità.

Nel tuo sonno, come un richiamo, questo canto d’amor a te giungerà,

e dal cielo verrà un tenue raggio d’or che nel sogno a me ti guiderà.

Dormi, dormi,  dormi dormi….                         Pur se lontana sei tu

Dormi, dormi tu, lassù,lassù.                            Così ci vedremo lassù…

Buona notte angelo mio, ogni sera così è dolce sognar.

Buona notte a te, dovunque sarai tu, buona notte, sognami anche tu…


L’ora della sera            (Marco Maiero)

Il verde ormai tramonta qui tra i castagni e il sole,

e sopra i prati danza già il vento della rugiada.

E si alzano sui tetti col fumo dei camini,

le voci di ogni casa, le voci di una preghiera.

Scende sui prati l’ora della sera

si alzano sui tetti voci di preghiera.

Scende sui prati l’ora della sera

si alzano sui tetti voci di preghiera.

L’ora della sera, l’ora della sera.

Il verde ormai è notte qui tra i castagni e il sole,

e sopra i prati dorme già il vento della rugiada.

L’ora della sera, l’ora della sera.

Fiabe  (Marco Maiero)

Il vecchio gelso ricorda nei suoi rami,

mette anelli di stagioni nelle dita delle mani,

Ricama il sole la fiaba di un sorriso

che ha cercato i nostri occhi col profumo delle viole.

E ricama, ricama ancora il sole …

Il vecchio gelso ricorda nei suoi rami,

mette fiabe nei sorrisi come anelli nelle mani.

 


Marì Betlemme        (Bepi De Marzi)

Do’ sito nà Maria a far nassere ‘l putelo?

Do’ sito nà a Betlemme in mezo a tanto gelo!

Do’ sito nà Giuseppe a portare la Madona?

Do’ sito nà a Betlemme a far nassere Gesù!

Oh bambinello caro, oh bambinel d’amore,

              tu che sei vero figlio del Signore.

Dentro la grota gelida, la mama del Signore

insieme al so’ Giusepe pianzeva dal dolore.

Ecco la mezanote co’ l’angelo del cielo:

in mezo a tante lagrime che porta ‘l bambinèlo.

               Oh bambinello caro, oh bambinel d’amore,

               tu che sei vero figlio del Signore.


Fiori             ( Marco Maiero)

Oh genziana, pastello di acqua e cielo

sopra il verde dei prati inaspettati.

Margherita, disegno del mistero

dentro un volo di nuova primavera.

Fiori, fiori di brina nella nebbia assopita

che avvicina e colora echi di nostalgia.

Fiori, fiori d’amore nella sera stupita

che ritaglia e poi spegne l’ombra delle montagne.

Rosa bella, rosa, rosa stella,

fantasia di un sogno, dolce primavera.

Fiori, fiori, oh!

Maggio   (Marco Maiero)

Ecco Maggio, è ancora Maggio di erba altissima e di rose,

ecco Maggio, è ancora Maggio con i grilli della sera.

Si colora la tua voce di profumo di sambuco,

si confonde tra le foglie come fata di rugiada.

Ecco Maggio, è ancora Maggio di silenzi e fiordalisi,

ecco Maggio, è ancora Maggio con i giochi della sera.

Sarà Maggio, ancora Maggio dal tarassaco alla neve,

sarà Maggio, ancora Maggio da Somdogna alla Cianerza.

Sarà il tempo dei tuoi occhi sull’azzurro di genziana

sarà il tempo della brezza che accarezza coi ricordi.

Sarà Maggio, ancora Maggio tra i silenzi dei narcisi,

sarò il bosco e forse il sole, sarò Maggio nel tuo cuore.

… sarà Maggio, sarà ancora …


O felice o chiara notte (R.Dionisi)

O felice, o chiara notte

Di quel lume sei feconda,

ma l’è l’aurora più gioconda, più ridente del mattin,

Su pastori e non dormite che l’è l’ora di vegliare,

ma quelle voci, quelle voci son partite,

fanno presto a ritornar.

Su pastori alla capanna

Su venite e non tardate,

le vostre agnelle abbandonate Dio dall’alto veglierà.


La cros (Oreste Uez)

Su ogni montagna ch’è sora ‘na cros / che la ghe ricorda che ga ven quaicos,

che zu dal ciel ne slonga giò ‘na man / che d’ogni pericol el ne tegn lontan.

Cros tute pesanti de legn, de zement / come le miserie che gh’è tra la gent.

Gent che lavora e che sa tribolà / tute ‘ste cagnare le sa superar.

Con tante fadighe miste de sudor / da giovani forti e pieni d’amor

le gh’em portade, tochét par tochétt / per compiere un voto o come fiorett.

L’è il simbol della fede, del montanar che crede,

l’è la fede che ne fa superar difficoltà.

Fede, orba, muta, sorda… che ne dà la sicurezza

che gh’avem poi la salvezza, simbol divin, forza dell’alpin!


Dove (Marco Maiero)

Dove devo cercare, dove, le mie tracce di bambino?

Sui sentieri del ramarro? Nell’affetto dei vecchi a sera?

Dove, dov’è il verde curioso e nuovo,

tra la neve di tardo aprile, fra la neve, dov’è?

Dove devi lasciare, dove, le tue tracce di bambino?

Nelle trecce dei capelli? Nel tuo pozzo di fede cara?

Resta dov’è il verde curioso e nuovo,

con la neve di tardo aprile, con la neve lassù.


‘Na sera in contrà (Bepi De Marzi)

Se te trovo ‘na sera in contrà sola sola, vizin la fontana,

dime, cosa gà dito to’ mama? Varda, fiola, che l’è maridà.

Mi me vardo ne l’acqua che core, mi me specio ne l’acqua piovana;

che cativa che zé ‘sta fontana: no la te dise cà son inamorà.

Ma se l’acqua la core più in là soto l’erba piegà come l’onda…

Mi son vecio, ma ti te si bionda; l’acqua canta felice sul prà.


Cercheremo (Marco Maiero)

Cercheremo la montagna più lontana dal sentiero

e scopriremo ancora un fiore  nascosto alla tua mano;

e canterà nel cuore incanto dentro il cielo,

cercheremo, cercheremo finché il cuore capirà. (bis)

Cercheremo i nostri sogni dentro i campi, lungo il fiume

e ascolteremo ancora voci di un tempo ormai perduto;

e canterà nel cuore l’incanto dei ricordi,

cercheremo, cercheremo, finché il cuore dormirà. (bis)


Varda che vien matina (Bepi De Marzi)

Varda che vien matina, zé terminà la note con ti,

dame ‘l capelo rosso che te me vardi andare sul prà.

Prima che spunta ‘l sole, prima che ‘l ciaro riva fin qua

te lassarò ‘na strada come ‘na volta, pena segnà.

Varda che vien matina.

L’erba se piega co’ mi da la bruma.

Prima che spunta ‘l sole.


Il mio ben (è un bravo alpino) (Al. Perez Bonsignore)

Il mio ben è un bravo alpino, il più bel (è il più bel) della vallata;

quando vien a me vicino, il mio cuor  (e il mio cuor) fa palpitar.

Io vorrei mi stringesse forte a sè, sussurrando “Sei il mio tesor!”

Ma l’alpin par che nulla veda in me, mi sorride e se ne va!

Non so più frenare il pianto, il mio ben (e il mio ben) parte pel fronte;

non saprà  che l’amo tanto, non saprà (e mai saprà )del mio dolor.

I capelli mi sento accarezzar, “perché piangi, o mio bel fior?”

Il tuo alpino non se ne vuole andar senza dirti “Sei il mio tesor!”.

Buona notte amor mio, lui mi disse e poi partì.

Buona notte amor mio, lui mi disse e poi partì.

Tornerà sta primavera ma ancor non è tornà

Tornerà sta primavera

ma il mio cuor non sa aspettar.

Buona notte amor mio!

 


 

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